Valutazione della resilienza informatica: quanto sono resilienti i comuni e le imprese svizzere di fronte agli attacchi informatici?
L’Ufficio federale per la sicurezza informatica (BACS) ha sviluppato uno strumento standardizzato per la valutazione della resilienza informatica e lo ha testato per la prima volta in condizioni reali nel Cantone di Argovia. I risultati mostrano che, sebbene siano presenti misure di protezione informatica di base, in molte organizzazioni manca ancora un approccio alla resilienza olistico e orientato ai processi.
Editoriale
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6 luglio 2026
Foto: depositphoto/maxkabakov
La capacità di mantenere i servizi essenziali anche a seguito di attacchi informatici e disservizi IT sta assumendo un’importanza crescente per le organizzazioni. Nella pratica, tuttavia, spesso manca una base strutturata per valutare il proprio livello di resilienza informatica e confrontarlo con quello di altri attori. Il BACS ha quindi, in linea con la propria Metodo di sicurezza informatica e resilienza (CSRM) È stata sviluppata la valutazione della resilienza informatica. Essa consente alle organizzazioni di effettuare un’autovalutazione sulla base di sei obiettivi di resilienza e getta le basi per un’analisi comparativa.
A differenza di molti approcci consolidati alla sicurezza informatica, come ad esempio il NIST CSF o la norma ISO 27001, la valutazione della resilienza informatica si concentra in modo mirato sui processi critici per l’attività di un’organizzazione e sulle loro dipendenze dai sistemi IT e OT.
Progetto pilota nel Cantone di Argovia
A scopo di sperimentazione pratica, da metà febbraio a fine marzo 2026 è stato condotto un progetto pilota nel Cantone di Argovia. Vi hanno partecipato in totale 25 organizzazioni: 14 comuni e altre 11 organizzazioni operanti nei settori dei servizi, dell’industria, dell’informatica e delle telecomunicazioni, dell’approvvigionamento energetico e dell’edilizia. Le organizzazioni hanno effettuato l’autovalutazione in modo autonomo; la compilazione del questionario ha richiesto, a seconda dell’organizzazione, fino a un giorno lavorativo. Il progetto pilota non è servito solo a ricavare prime informazioni di merito, ma anche a testare lo strumento di rilevazione digitale. I feedback relativi alla navigazione e alla comprensibilità delle singole domande confluiscono direttamente nell’ulteriore sviluppo dello strumento.
Principali risultati emersi dal progetto pilota
L’analisi mostra un quadro coerente in tutti i diversi settori: in molte organizzazioni sono presenti misure di protezione di base, ad esempio nell’ambito del backup dei dati, dei controlli di accesso o della protezione dei sistemi IT. D’altra parte, si riscontrano evidenti carenze nel collegare sistematicamente tali misure ai propri processi aziendali. Le carenze sono particolarmente evidenti in tre ambiti:
In primo luogo, nella mappatura strutturata delle dipendenze tra IT e OT lungo i processi aziendali.
In secondo luogo, nella pianificazione delle emergenze e del ripristino, dove spesso mancano chiare priorità ed esercitazioni periodiche.
In terzo luogo, nella gestione delle dipendenze nei confronti dei fornitori esterni di servizi IT, un punto debole che si riscontra in tutti i settori.
In sintesi, si può affermare che in molte organizzazioni la resilienza informatica si basa ancora su misure isolate, anziché su un approccio olistico e orientato ai processi. Sebbene le misure fondamentali di sicurezza informatica siano spesso già in atto, la resilienza informatica come approccio globale non è ancora sufficientemente radicata in molti contesti.
Valore aggiunto per le organizzazioni, i cantoni e la Confederazione
Per le organizzazioni partecipanti, la valutazione della resilienza informatica offre un’analisi strutturata della situazione attuale. Vengono messi in luce i punti di forza, identificati i punti deboli e stabilite le priorità delle misure da adottare. Il benchmarking consente inoltre il confronto con attori simili e rappresenta quindi uno strumento prezioso per illustrare in modo comprensibile alla dirigenza le necessità di intervento a livello interno. Per i Cantoni e la Confederazione, un ampio utilizzo del CyRA fornisce una visione aggregata dello stato di resilienza di interi settori. Ciò crea le basi per misure mirate di sostegno e sensibilizzazione e per una gestione basata su dati concreti, in particolare nei settori d’intervento individuati quali la gestione dei fornitori e la gestione orientata ai processi della sicurezza IT e OT. L’utilità dello strumento aumenta in modo significativo con l’ampiezza della base dati.
Per i cantoni, le associazioni e la Confederazione si ottiene una visione d’insieme del livello di resilienza di interi settori.
Situazione attuale e prospettive
La valutazione della resilienza informatica è attualmente in fase di prototipo. Il progetto pilota nel Cantone di Argovia ha rappresentato il primo test pratico in condizioni reali. Sulla base dei risultati ottenuti, lo strumento di rilevamento digitale verrà ora ulteriormente sviluppato, con l’obiettivo di renderlo disponibile a una cerchia più ampia di utenti. Tra gli altri obiettivi, si intende migliorare la guida utente, aumentare la comprensibilità delle singole domande e ridurre l’onere di compilazione. In questo modo, in futuro i sistemi IT, le applicazioni e i dati condivisi non dovranno essere registrati separatamente per ogni singolo processo, ma potranno essere assegnati a più processi critici per l’azienda. A medio termine è previsto il consolidamento in un unico catalogo di verifica, al fine di migliorare ulteriormente la comparabilità dei risultati. Con l’ampliamento della base dati, la valutazione della resilienza informatica potrà diventare uno strumento centrale per la gestione basata su dati concreti della resilienza informatica a livello regionale e nazionale.
Fonte: BACS
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